“COOPERAZIONE SULLA PARTNERSHIP EUROPEA PER LA BLOCKCHAIN”

Questo è il titolo dell’accordo sottoscritto il 10 aprile al Digital Day 2018 tra 22 Nazioni dell’UE.

L’accordo è uno dei passi più importanti fatti ufficialmente da Stati membri dell’Unione verso il mondo della Blockchain e delle criptovalute, sì perché Blockchain e criptovalute sono due facce della stessa medaglia, coesistono e vivono in simbiosi.

Tuttavia la Blockchain finora ha attirato meno attenzione mediatica rispetto alle sue sorelle monete, forse perché meno speculativa, forse perché più utile e democratica.

Ma facciamo un passo indietro, che cosa è esattamente la Blockchain?

E’ una tecnologia che permette la creazione e gestione di un grande database distribuito per la coordinazione di transazioni condivisibili tra più nodi di una rete. Si tratta di un “libro Mastro” strutturato in Blocchi (contenenti più scambi) che sono tra loro collegati  in rete in modo che ogni transazione avviata sulla rete debba essere validata dalla rete stessa nell’analisi di ciascun singolo blocco.

Immutabilità, distribuzione e consenso, sicurezza e trasparenza.

Questa è la Blockchain, questa è la trasformazione tecnologica in essere.

Noi crediamo che questa tecnologia abbia un potenziale incredibile e la possibilità di sviluppo è davvero elevata. I benefici sono diversi, le applicazioni le più disparate.

Personalmente trovo formidabile la funzione di Timestamping, che lascia una “marca temporale” (proprio come la “data certa” delle Poste di un tempo) indelebile ed immutabile, per dare certezza di forma, tempo, luogo e caratteristiche.

Altri innumerevoli usi sono legati alla supply-chain, le certificazioni, l’immobiliare, gli scambi finanziari, la protezione della proprietà etc…

Forse per questo l’Europa ha deciso di prendere posizione, dichiarando: “….i servizi basati su blockchain hanno il potenziale per rendere i servizi digitali incentrati sull’utente più decentralizzati e sicuri e di stimolare nuovi modelli di business a vantaggio della nostra società e dell’economia. Tali servizi creeranno opportunità per migliorare i servizi nei settori pubblico e privato, migliorando in particolare l’utilizzo delle informazioni del settore pubblico, preservando l’integrità dei dati e fornendo un migliore controllo dei dati da parte di cittadini e organizzazioni che interagiscono con le amministrazioni pubbliche, riducendo le frodi, migliorando il mantenimento dei registri, l’accesso trasparenza e verificabilità, all’interno e al di là delle frontiere”.

Ovviamente noi siamo pronti alla sfida ed abbiamo grandi obiettivi nonostante il nostro paese abbia deciso di non prendere posizione. Come sempre all’Italia piace essere tradizionalista e credere che il cambiamento sia cattivo e come ogni volta arrivare in ritardo. A noi però piace così il Bel Paese, perché nonostante le sue scelte centrali, ci sono sempre realtà e persone pronte a mettersi comunque in gioco e godersi lo spettacolo dalle prime file!

Mattia Covi